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Glossario teatrale

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A

Aiuto su piazza - Personale tecnico che una compagnia di giro richiede all'organizzazione dello spettacolo. I tecnici su piazza risiedono nella zona dove si svolge lo spettacolo e, non conoscendo lo spettacolo, forniscono un aiuto generico ai tecnici in tournèe. Per operazioni di routine non è necessario conoscere quel tale spettacolo, basta solamente mettere in pratica le disposizioni di chi lo segue; in tal modo la compagnia è meno gravata sul costo di personale necessario solo per i montaggi e gli smontaggi. ,

Americana - L'americana è il nome che si dà al supporto che regge i riflettori. Può essere nascosta o a vista per gli spettatori, posizionata su delle torrette o supporti ai lati del palcoscenico o appesa con dei tiri alla graticcia del palcoscenico e dunque pendere dall'alto mediante un sistema di tre o più corde parallelamente al boccascena, destinata all'installazione di proiettori o elementi scenici pesanti.
Nel caso essa accolga materiale illuminotecnico può essere chiamata con un numero progressivo in base alla sua posizione rispetto al sipario.
Sulla "prima americana" verranno posti quindi i proiettori che illumineranno la scena dal davanti.

Anteprima - Prova generale effettuata alla presenza di un pubblico di invitati, generalmente per osservare la reazione allo spettacoloi.

A parte - È la battuta che un attore dice rivolto al pubblico o fra sé e sé senza che, per consolidata convenzione, venga "sentita" dagli altri personaggi. Spesso gli "a parte" richiedono una recitazione e una illuminazione particolare. Talvolta gli "a parte" si arricchiscono di significato, assumono un valore fortissimo per la comprensione del testo e dei personaggi. In questo senso esemplare è il fluviale dramma di Eugene O'Neill Strano interludio dove gli "a parte" (in questo caso chiamati stream of consciousness, corrente di coscienza), si dilatano talmente da assumere il valore di un testo spesso contrapposto a quello che i personaggi dicono in modo palese. 

Applauso - Normalmente si applaude alla fine di uno spettacolo o di ogni atto o di ogni scena secondo il gradimento più o meno accentuato che il pubblico può avere per il testo, la regia, gli interpreti. L'applauso può anche essere di sortita e segnala il benvenuto che lo spettatore tributa a un suo beniamino. Può essere di ammirazione per la performance di un interprete e solitamente scoppia alla fine di un monologo, di una tirata, Può essere ironico e allora ha lo stesso valore di un fischio. 

Arcoscenico - È la parte superiore, spesso curva, che delimita lo spazio scenico, in questo caso il palcoscenico, nei confronti della platea. 

Arlecchino - Largo tessuto drappeggiato o dipinto assicurato ad uno stangone posto davanti le quinte di boccascena.
E' posizionabile a varie altezze per adattare le dimensioni del boccascena ed incorniciare le scenografie installate in palcoscenico.

Atto - Uno spettacolo può essere composto di uno o più atti. Nel primo caso si dice che è un atto unico; nel secondo gli atti sono spesso separati gli uni dagli altri da un intervallo che permette di cambiare le scene o di dare agli spettatori un po' di riposo. 

Attore - L'attore è colui che recita su di un palcoscenico, di fronte a un pubblico. La sua funzione, caricata di sacralità -era il vero e proprio officiante di un rito- aveva un'importanza fondamentale nella tragedia greca. Si fa risalire a un attore nomade, il mitico Tespi, l'invenzione di un primordiale palcoscenico su cui recitare le composizioni poetiche dei grandi autori. Sempre al tempo della tragedia greca si definiscono i ruoli: il primo attore, il secondo attore, il terzo attore. La funzione dell'attore sia comico che tragico è molto importante anche nel teatro romano, dove i primi attori erano di origine etrusca, ma perde la sua influenza nel corso del Medio Evo. Per ritrovare la stessa centralità della figura dell'attore bisognerà aspettare il Rinascimento, il teatro elisabettiano al tempo di Shakespeare. Fare l'attore insomma, non ha mai avuto le stesse caratteristiche nel corso della storia del teatro. Definizioni come attore romantico, attore borghese, per esempio, hanno un senso molto preciso e significano un modo particolare di recitare, di essere. Moltissimi grandi rinnovatori della scena, qualsiasi siano i tempi in cui sono vissuti, persuasi dell'importanza del ruolo dell'attore hanno dedicato alla sua arte importanti studi e riflessioni, talvolta addirittura dei "metodi" veri e propri.

Attrezzeria - Luogo dove vengono costruiti, mantenuti e conservati, gli oggetti dell'arredo della scena.

Attrezzista - Colui che sotto la supervisione del direttore di scena, è responsabile del controllo e dello spostamento degli oggetti (per esempio un tavolo, i piatti, una poltrona) che si trovano sulla scena. I teatri più importanti come il Piccolo Teatro hanno una loro attrezzeria dove si conservano gli oggetti che sono serviti per spettacoli che possono essere ripresi o che possono essere riciclati per altri. Le compagnie e i teatri meno importanti spesso si rivolgono a laboratori specifici o a depositi, come il celebre "Attrezzerie Rancati", dove si può trovare di tutto. 

B

 

Bagnare - Sinonimo di "illuminare", a volte usato negativamente, per indicare che la luce di un proiettore illumina per errore una superficie.
Viene usato anche "sporcare" o "sforare". 

Balconata - Posta sopra la platea, detta anche galleria (nei teatri lirici equivale al loggione) contiene posti solitamente collocati a gradinata. 

Ballatoio - Corridoio posto sopra la scena, su uno o entrambi i lati del palcoscenico, dal quale vengono eseguiti movimenti di sollevamento di fondali quando non sia possibile effettuarli dal piano di palcoscenico.
Anche qui, infatti, sono presenti linee di mantegna ai quali legare i tiri.

Bandiera - Paraluce ad aletta in lamiera metallica nera opaca, applicato al telaio portaschermi di alcuni tipi di proiettori, per ridurre il diametro del fascio luminoso.
Era, in passato, un pezzo di stoffa nera appeso ad una cantinella, da cui il nome.
Il verbo bandierare viene usato quindi per agire su un fascio luminoso per impedire che questo "bagni" una determinata zona

Barcaccia - Palco di ampie dimensioni, posto lateralmente a fianco del palcoscenico. La barcaccia è stata molto importante nel teatro di rivista: lì prendevano posto i veri conoscitori del genere, i fan delle soubrettes. Oggi l'unico teatro a Milano ad avere ancora la barcaccia è il Nuovo.

Barracuda - Altro nome per il sostegno Autopole.
E' formato da due tubi telescopici dotati di un meccanismo a leva che ne permette il saldo posizionamento tra pareti parallele o tra pavimento e soffitto.
La lunghezza massima supera i 3,5 m.
Le estremità dei tubi possiedono un largo piede in gomma per una maggior presa e per non danneggiare le superfici su cui poggiano.
A questo sostegno possono essere agganciati proiettori, pannelli e quant'altro
.

Batteria - di proiettori: un gruppo di proiettori collegati elettricamente tra loro per illuminare un grande fondale o, posti in controluce, per generare una raggiera di fasci luminosi.

Battuta - E' formata dalle parole e dalle frasi recitate dagli attori durante un dialogo a due o più persone. Una battuta può essere seguita da una pausa più o meno lunga, per sottolineare la battuta stessa. Una battuta può anche essere detta male. In questo caso si dice "buttare via" una battuta.

Bilancia - Sostegno di proiettori appeso alla soffitta mediante americana, che serve ad illuminare dall'alto gli elementi dello scenario e più il palcoscenico.
È costituito da una scatola allungata di lamiera metallica curvata a parabola, suddivisa in più cellule (generalmente 12) a più circuiti (3 o 4) con supporti per lampade e telaietti per gelatine colorate.

Bilancio - Gioie e più spesso dolori di un teatro o di una compagnia teatrale, il bilancio può essere passivo, quando è in perdita, attivo quando c'è un guadagno. Il bilancio, che allinea le entrate e le uscite ed è costituito da diverse voci, può essere stagionale, parziale, complessivo, di previsione (e in questo caso è anche chiamato preventivo) di chiusura dell'attività e in questo caso si chiama consuntivo. 

Birignao - Recitazione sofisticata tutta centrata sulla varietà di toni, sulle modulazioni magari eccessive per sottolineare sentimenti come la commozione, l'angoscia, le lacrime. Il maggior esperto del genere, Orio Vergani, sosteneva che fosse una parola di origine bolognese. 

Bis - È una parola usata in tutte le lingue del mondo, popolare soprattutto nel teatro musicale e nell'opera quando il pubblico richiede a viva voce ai suoi beniamini non tanto di ripetere qualcosa quanto di esibirsi ancora. Nel teatro di prosa il bis si richiede solo ai grandi mostri sacri, magari nel corso della loro esibizione in una vera e propria serata d'onore o alla fine di uno spettacolo. 

Boccascena - Altezza e larghezza dello spazio aperto che delimita il palcoscenico nei confronti della platea. 

Elemento architettonico che divide la sala dal palcoscenico incorniciandone la parte visibile al pubblico.
Detto alla francese anche "manto d'Arlecchino".
Ai lati sono presenti le quinte del boccascena che, se mobili, possono scorrere su ruote se armate o a mò di tenda se in tessuto.
Anche la parte superiore (Arlecchino) è posizionabile ad altezze variabili per adattarsi alle dimensioni delle varie scenografie.

Borderò - Incassi di una serata, separati dal diritto di autore e dalle imposte. È il documento che controlla la SIAE, la Società Italiana degli Autori, che lo firma attestandone la regolarità. 

Botteghino - È la biglietteria di un teatro. L'esaurito di botteghino, cioè la vendita totale di tutti i biglietti disponibili per uno spettacolo è il sogno di tutti i teatranti. Eterno nodo del contendere fra i teatri sovvenzionati e che si reggono sull'abbonamento e le compagnie che invece si basano sulla sola vendita dei biglietti (oggi peraltro quasi nessuno). In inglese il botteghino viene chiamato box office, da cui discendono altri termini ormai entrati in uso: la legge del box office, sbancare il box office, ecc. 

Buca - Quando c'è è posta al centro del palcoscenico, al proscenio. Lì nel teatro all'antica italiana si metteva il suggeritore il cui compito era quello di intervenire per cercare di superare i vuoti di memoria degli attori. La buca del suggeritore ha avuto un senso quando si andava in scena con poche prove, spesso raffazzonate. La buca del suggeritore è stata eliminata d'imperio nel teatro italiano, subito dopo la guerra quando si affermò anche presso di noi il ruolo del regista. Effettivamente la presenza così palpabile del suggeritore rompeva un processo d'identificazione, quell'abbraccio magico che avvolgeva il pubblico. Ma la figura del suggeritore non è sparita dal nostro teatro. Oggi, infatti, il suggeritore sta in quinta, nascosto agli spettatori. La storia del teatro è piena di gustosi aneddoti legati al rapporto fra attori e suggeritori. 

Buttafuori - Funzione in disuso in teatro, ma molto importante nelle discoteche dove il buttafuori ha il compito di regolare o d'impedire l'accesso o, letteralmente, di buttare fuori le persone moleste. Oggi in teatro, il compito che era del buttafuori viene ricoperto dal direttore di scena, che dà -come si dice in gergo- il "quarto d'ora" agli attori, seguito dal fatidico "chi è di scena".

 

C

 

Cabina - L'ambiente nel quale sono installati i comandi e gli apparecchi per gli effetti luce.
Può trovarsi ai lati del palcoscenico o nel sottopalco.
La "cabina spinamenti" è il locale in cui si collegano, attraverso corte prolunghe di corrente, le prese elettriche dei regolatori luce (dimmers) alle spine dei "ritorni", per indirizzare un tal dimmer ad un determinato proiettore.

Cambio - Raramente uno spettacolo si svolge in una scena fissa. Quando ciò non avviene ci sono i cambi di scena che normalmente avvengono nell'intervallo fra un atto e un altro o durante un buio. Importanti sono anche i cambi luce, significativi per restituire il tempo, l'ora ma anche la chiave psicologica di uno spettacolo. I cambi sia di scena (con l'aiuto dei così detti servi di scena), che di luci (ormai negli spettacoli più impegnativi sono computerizzati) che di costume possono avvenire anche a vista. 

Camerino - È il locale in cui gli attori indossano il costume di scena, si truccano, prima dello spettacolo e nel quale poi, al termine della recita, rimettono i loro vestiti dopo essersi fatti una doccia. Sui camerini, che possono essere singoli o comuni, si è sviluppata una vera e propria letteratura. Ci sono attori che parecchio tempo prima dello spettacolo arrivano per spogliarsi metaforicamente della quotidianità e incontrare il proprio personaggio. Il grande Stanislavskij ci racconta che così si comportava Tommaso Salvini. In tempi più recenti così facevano famosi uomini di teatro come Eduardo e come Tino Carraro. I camerini del Piccolo Teatro hanno una storia tutta particolare: quando in via Rovello risiedevano le milizie fasciste di Ettore Muti, questi locali erano celle di tortura. Grassi e Strehler, quando vi entrarono per la prima volta, trovarono i muri ancora sporchi di sangue e coperti di scritte disperate. 

Camerino volante - Camerino costruito dal macchinista nelle immediate vicinanze della scena, spesso dietro le quinte, per permettere rapidi cambi d'abito agli attori.

Candela -(a candela): tipo di puntamento di un proiettore.
La sua luce cade esattamente sulla verticale del pezzo. Spesso, nella danza, si usa il termine "a doccia".

Cantinella - Listello di legno leggero a fibra lunga, generalmente abete, lungo 4 metri e largo due volte lo spessore (5 x 2,5 cm.), Viene usata dai macchinisti nella costruzione delle scene, ma può anche pendere dal soffitto del palcoscenico legata a funi per appendervi quinte o riflettori.

Capo macchinista - E' chi dirige i macchinisti, partecipando al loro lavoro.

Capocomico - Figura tipica del teatro all'antica italiano. Il capocomico, personaggio che si ritrova in alcuni drammi pirandelliani, ormai non esiste più. Il suo ruolo nelle compagnie private, infatti, è stato preso, su imitazione del teatro americano, dal produttore.

Capretta- Montacarichi mobile posto in graticcia con compito di sollevare provvisoriamente oggetti molto pesanti.

Caratterista - Attore non protagonista specializzato in ruoli di personaggi a tutto tondo, ben definiti. Per esempio la signora grassa, il balbuziente, il ragazzo con i brufoli, ecc. 

Cartellone - Programma di una compagnia, di un teatro, di una rassegna, di un festival. È la "carta d'identità" delle scelte di un gruppo, di un direttore artistico. 

Carro - Piattaforma su ruote con installata parte della scenografia per permettere rapidi cambi scena


Cavalla -Struttura di sostegno ai praticabili, costruita in modo da essere facilmente posta in opera mediante collegamenti longitudinali.

Cento - (a cento): usato per indicare che la regolazione della luminosità di un proiettore è al massimo.
"A cinquanta" indica che il proiettore è a metà potenza, e così via, ma sempre usando multipli di dieci.

Chiamata - Sono gli applausi che richiamano in scena gli attori alla fine di uno spettacolo. Anche un attore singolo può essere di "chiamata": il che significa che è molto popolare, che attira il pubblico e, si presume, i suoi applausi. 

Chi è di scena - Segnale dato dal direttore di scena che invita gli attori a presentarsi in palcoscenico per l'inizio dello spettacolo.
Viene in genere preceduto dai segnali dati alla mezz'ora, al quarto d'ora e ai cinque minuti che precedono lo spettacolo.

Chiavarda - Vite di dimensioni e forma simile ad un cavatappi per fissare rapidamente al pavimento quinte armate o altri componenti scenograficidi un lavoro

Cieletto - Maschera di stoffa o di materiale rigido, generalmente non intelaiata, appesa a stanghe semplici, destinata a schermare le fonti di luce per evitare sforamenti.
Quando il cieletto è posto davanti ad un'americana non va confuso col soffitto, che è sempre elemento scenico visibile.

Clacque - Parola di origine francese che definisce degli spettatori un po' speciali che non pagano il biglietto e il cui compito è quello di applaudire lo spettacolo, di sostenere la prova di un attore. C'è stato un tempo in cui la claque poteva garantire la fortuna di un autore e di un lavoro teatrale. Oggi la claque è caduta in disuso, e quando la si usa ancora, ci si accorge subito della sua presenza perché i giovani claquers non hanno l'abilità e l'esperienza dei vecchi. 

Commedia - Un testo che presuppone il lieto fine o perlomeno il divertimento anche se qualcuno ci lascerà spesso le penne. La commedia come genere satirico nasce in Grecia e si distingue dalla tragedia non solo per l'argomento ma anche per la recitazione, i costumi, ecc. Si può tranquillamente dire però che ogni epoca ha la sua commedia e che il genere ha subito nei secoli varie evoluzioni. Oggi con molto pressappochismo si usa il termine in modo generico per indicare il teatro di un autore non importa se divertente o drammatico. 

Compagnia - L'insieme degli attori professionisti che si riunisce sotto l'egida di un capocomico o produttore. La prima compagnia nasce a Padova nel 1545. Importanti sono poi state le compagnie dei comici dell'arte che si sono sparse per tutta Europa. È difficile che una compagnia privata abbia una sede stabile. In questo caso si chiama compagnia di giro, termine che sta a significare le tournée che la compagnia compie toccando città diverse. 

Comparsa - Chi partecipa a uno spettacolo senza pronunciare una battuta, pur essendo vestito e truccato. Un tempo anche gli spettacoli teatrali avevano un alto numero di comparse. Oggi però questo lavoro ha spazio solo nella grandi produzioni operistiche, nel teatro d'operetta e nel cinema. 

Controscena - L'azione muta che sviluppa un attore contemporaneamente a quella parlata dall'altro attore. Ci sono attori abilissimi nelle controscene che spesso usano per attirare su di sé l'attenzione del pubblico rubando la scena a chi recita con loro. 

Copione - Testo su cui si lavora durante le prove di uno spettacolo. Sul copione viene segnato tutto, dalle pause al cambiamento di luci, alle posizioni degli attori in scena, ai gesti da compiere, ecc. Non tutti i copioni portano le medesime annotazioni e così gli attori segneranno sul loro copione le cose che riguardano il loro personaggio, i tecnici delle luci i cambiamenti di illuminazione al momento e alla battuta precisa in cui vanno fatti. Il copione che porta tutte le annotazioni è quello del regista. 

Corte - La parte destra del palcoscenico, guardandolo dalla sala (vedi anche "giardino").

Coro - Parte fondamentale della tragedia greca nella quale l'autore esprimeva il suo punto di vista o quello della gente comune. Il coro era composto di parti recitate e cantate dai coreuti tutti insieme. Solo il corifeo aveva delle battute singole.

Costume - Abito di scena (ma può anche comprendere cappello, guanti, scarpe, camicie ecc.), che può essere d'epoca o contemporaneo. 

Costumista - Chi in accordo con il regista e lo scenografo disegna i costumi, scegliendone i tessuti e i colori. Il costumista (o la costumista) sovrintende anche alla realizzazione degli stessi da parte delle sarte. 

Cyclorama - Fondale di rilevanti dimensioni che circoscrive la scena per dare una dimensione di profondità infinita alla stessa o per simulare l'esistenza del cielo.
Può essere dipinto o illuminato.

Coturno - Calzatura a suola molto alta usata dagli attori nell'antichità. Serviva per dare maestà al personaggio, per renderlo fuori della norma anche come statura. 

 

D

Datore luci - Oggi chiamato anche Light designer. È un tecnico fortemente specializzato che lavora in sintonia con il regista contribuendo a creare il segno visivo di uno spettacolo. Un tempo le luci venivano tutte fatte a mano; oggi, invece, si lavora molto con il computer. Alle dirette dipendenze del datore luci o light designer ci sono dei tecnici che nella cabina luci seguono ogni replica dello spettacolo garantendo il rispetto di tutte le istruzioni, intensità e posizionamento delle luci riportate sul copione. 

Debutto - È il giorno in cui uno spettacolo viene presentato per la prima volta davanti al pubblico. Si chiama anche debutto ogni prima replica in una nuova piazza o città. Nel linguaggio teatrale si dice che una compagnia fa un numero di "debutti" commisurato al numero di piazze che visita. Ovviamente il termine debutto significa anche la prima volta di un attore di fronte a un pubblico. 

Decentramento - Vuol dire portare il teatro ai quartieri, alle zone decentrate, lontane dal centro storico della città. Il Piccolo Teatro "inventa" negli anni Sessanta il decentramento in base a una vera e propria strategia culturale: non portare semplicemente degli spettacoli fuori dalla casa madre, ma creare nelle zone presecelte il tessuto connettivo di questa esperienza. Per il Piccolo, decentramento ha voluto dire i teatri quartiere, spesso tendoni da circo posti in mezzo alle case, in zone talvolta difficili anche per la disgregazione del tessuto sociale. 

Diaria - Quanto riceve un attore oltre il suo compenso per il mantenimento giornaliero durante la tournée. 

Diritto d’autore – Diritto riconosciuto dalla legge all’autore di un’opera letteraria o artistica, per la tutela, la diffusione e lo sfruttamento della stessa.

Direttore di sala - Il responsabile del buon andamento della sala teatrale. Da lui dipendono per esempio, le cassiere, le maschere, il bar, il guardaroba, ecc. 

Direttore di scena - Responsabile del palcoscenico, del suo funzionamento e dei tecnici che ci lavorano. È anche colui che dà agli attori il "tempo" della loro entrata in scena.

Disegnatore di luci - Decide il tipo di illuminazione da usare per ogni scena, traducendo in pratica l'idea del regista, spesso coaudivato dallo scenografo.
Una volta ultimato il progetto, raramente segue la compagnia per le varie piazze, lasciando la responsabilità della gestione delle luci all'elettricista.

Doccia - Vedi "Candela"

Drammaturgo - Chi scrive testi per il teatro. Nei paesi di lingua tedesca il drammaturgo ha anche il compito di consulente culturale di un teatro e, in questo senso, affianca il lavoro del regista.

 

E 

Elettricista - Colui che segue il montaggio del materiale illuminotecnico, aiutato dal personale del teatro o da addetti al seguito della compagnia.
Spesso manovra la consolle luci durante lo spettacolo.

Epico - È il teatro che nasce in Germania su spinta di Erwin Piscator e, soprattutto, di Bertolt Brecht che stilò anche le regole fondamentali di una forma di teatro che nasceva in reazione al naturalismo (vedi). Caratteristica del teatro epico è la cosiddetta recitazione in terza persona o effetto di straniamento (vedi), che fa appello alla ragione, alla riflessione dello spettatore più che alle sue emozioni.

 

F

Fare porta - Fare entrare il pubblico in teatro e poi in sala poco prima della rappresentazione. 

Farsa - Nata già in epoca classica questa forma teatrale si sviluppa anche nel Medio Evo per merito dei giullari e resta in auge anche in epoca moderna (per esempio con autori come Feydeau e Labiche) e contemporanea (per esempio famose sono le farse estremamente grottesche dell'inglese Joe Orton).

Fondale - La stoffa nera o anche colorata che costituisce lo sfondo della scena; può scendere o salire a seconda delle necessità.

Fonico - È il tecnico che si occupa dell'installazione, del funzionamento delle apparecchiature talvolta molto sofisticate, attraverso le quali, nel corso di uno spettacolo si diffondono in sala musiche, voci, in diretta o registrate.

Forno - Fare un forno è la cosa più temuta da un direttore di teatro, da un impresario, da un attore. Significa non avere o quasi spettatori in sala.

Foyer - Detto anche ridotto, è lo spazio dove stazionano gli spettatori prima dello spettacolo o durante gli intervalli. Si trova davanti alla sala dove si recita o è ad essa collegato dai corridoi. 

Flikerare - Dall'inglese "to fliker" = "sfarfallare".Viene usato per indicare una vibrazione od una veloce variazione della luminosità di una lampada solitamente quando i contatti con il portalampade sono di cattiva qualità, perchè rovinati dalle alte temperature, ossidati o per l'incostante collegamento di un filo male serrato in un connettore.

Fondale - Elemento di fondo di uno scenario, oltre il quale il pubblico non vede, spesso costituito da un grande telone appeso in soffitta.

 

G

Galleria - vedi Balconata.

Gelatina - Pellicola di materiale resistente al calore, trasparente e colorato, utilizzata per colorare qualsiasi fonte di luce mediante sovrapposizione, montata su appositi telaietti protettivi.
È prodotta in fogli con oltre 100 colori diversi.

Ghiaccio - La tonalità di luce ottenuta filtrando la luce alogena con i correttori CTB (soprattutto il n. 201) viene spesso chiamata così.

Giardino - La parte sinistra del palcoscenico, guardandolo dalla sala (vedi anche "corte").

Golfo mistico - (fossa o buca dell'orchestra) (pit, orchestra pit): zona della sala vicina al proscenio, spesso posta ad un livello leggermente inferiore del pavimento, nella quale alloggia l'orchestra.

Graticcio/a - (gril / grid): chiamata anche soffitta.
Piano calpestabile posto sotto il tetto del palcoscenico, formato dalla posa in opera di travi quadrate di circa 10 cm di lato, alternate a spazi vuoti di ugual misura, attraverso i quali fare scendere le corde che sollevano le strutture di scena. A volte in metallo.
Tali corde scorreranno su rocchetti (vedi voce relativa) montati tra le due travi vicine.
La graticcia è fondamentale per spettacoli di una certa complessità.

I

Impresario - Chi organizza la compagnia per quel che riguarda l'aspetto amministrativo, organizzativo con responsabilità giuridica e fiscale.

Improvvisazione - Esercizio su di un tema dato. L'improvvisazione è stata molto importante al tempo della commedia dell'arte chiamata anche teatro all'improvviso. Oggi l'improvvisazione è uno strumento fondamentale nel lavoro dell'attore nel suo cammino verso il personaggio (vedi).

Inquadratura - L'insieme delle quinte e dei soffitti (o cieli) che "inquadrano" la scena nascondendo i mezzi tecnici (proiettori, americane, diffusori) e i movimenti del personale o degli attori non impegnati.

Istrione - Termine di derivazione etrusca anticamente designava l'attore. Oggi si dice istrione un attore eccessivo, che punta sull'enfasi per conquistare il successo presso il pubblico. 

 

L

Locandina - Cartello pubblicitario di piccolo formato contenente l'annuncio, il programma, e l'elenco degli interpreti di uno spettacolo.

Lucciola - Nome dato al PAR36, un piccolo proiettore a basso voltaggio (6V/30W) con trasformatore di alimentazione contenuto nel corpo; produce un fascio luminoso molto stretto (circa 6°).

M

Macchinista - Tecnico preposto al montaggio delle scene ed al loro funzionamento durante lo spettacolo.

Mantegna - Robusta trave ancorata in genere alla perete laterale del palscosecnico, in genere di legno, alla quale legare le corde che sostengono il materiale al di sopra della scena.

Monologo - Breve composizione scenica comica o drammatica, in prosa o in versi, scritta per essere recitata da un solo attore. Monologo è anche una singola scena di un lavoro teatrale recitata in quel momento da un solo attore, tra i monologhi più famosi è sicuramente quello dell'Amleto Shakespeariano (Essere o non essere...). 

N

O

Occhio di bue - Usato per indicare il proiettore seguipersona

Ordine del giorno - Foglio affisso in luogo predisposto del palcoscenico o sue adiacenze, compilato quotidianamente a cura del direttore di scena, che stabilisce dettagliatamente il programma di lavoro (prove e spettacolo) per il giorno seguente e qualsiasi altra comunicazione come lode, biasimo, multa, trasferimenti in altra sede (levata di piazza), ecc.
Il membro di una compagnia non può addurre a pretesto la mancata conoscenza dell'ordine del giorno che è tenuto a leggere prima di lasciare il teatro.

P

Pacciàre - (to patch): assegnare un determinato canale di una consolle ad un dimmer che, per esempio, ne sostituisca uno di guasto oppure inviare la corrente di un dimmer ad un utilizzatore anzichè ad un altro; quest'ultima operazione avviene generalmente nella "cabina spinamenti" dove le uscite di tutti i dimmer possono essere collegate, tramite corte prolunghe di corrente, ad un qualsiasi "ritorno" di quel teatro.

 

Padella - Luce dall'alto a carattere diffuso che illumina il palcoscenico come una luce di servizio prima e dopo lo spettacolo. Oggi pochissimo usata.

Palco - Nei teatri di tradizione, soprattutto d'opera, il palco è di primo, di secondo, di terzo ordine a seconda del piano in cui si trova, ed è una specie di balconcino che si affaccia sulla sala.

Palcoscenico - (stage / scène): Il luogo in cui avviene l'azione, sopraelevato rispetto alla platea per permettere agli spettatori seduti la visione dell'azione. Sul palcoscenico ci sono tutti i dispositivi scenotecnici che servono allo svolgimento dello spettacolo.

Papera - Errore, spesso involontariamente comico, nel dire una parola da parte di un attore.

Periacti - (periaktoi): strutture sceniche a tre lati, dipinti con diversi motivi, per originare, ruotandoli nei cambi scena, tre ambientazioni diverse.

Performance - Interpretazione particolarmente significativa da parte di un attore. Negli anni Sessanta, al tempo della nascita dell'avanguardia teatrale, performance, termine di origine anglosassone, stava a significare uno spettacolo interpretato da una persona sola di non lunga durata spesso esclusivamente gestuale.

Personaggio - Un testo teatrale può contemplare uno o più personaggi. I personaggi sono i protagonisti di una storia.

Pianta luci - (light plot, hookup sheet): disegno in pianta della scena, con riportati i proiettori impiegati, rappresentati secondo simboli più o meno generalmente riconosciuti, ognuno con il canale dimmer al quale viene assegnato e con il numero della gelatina usata.

Piantana - (lighting tree, boom): cavalletto con una solida asta verticale, spesso telescopica, sulla quale vengono assicurati in vari modi i proiettori, specie quelli posti lateralmente alla scena.

Piazzato - Il piazzato è la disposizione delle luci di una scena.

Pièce - Termine francese che significa testo, opera. Usato comunemente per indicare un lavoro teatrale scritto.

Platea - (stall, house / parterre): È il luogo dove prendono posto gli spettatori, posto di fronte al palcoscenico.

Pomeridiana - Replica che si svolge di pomeriggio normalmente nei giorni festivi.

Portoghese - Chi è pronto a ricorrere a ogni sotterfugio pur di assistere gratis a uno spettacolo.

Praticabile - (praticable, pratical): Piattaforma fissa o mobile che sostiene elementi scenici e personaggi. Può affiancare il palcoscenico come luogo di rappresentazione in cui si svolge un'azione contemporanea o contrapposta a quella che avviene sulla scena. Vale in generale per qualsiasi superficie piana o inclinata, anche accidentata, sopraelevata sul piano del palcoscenico, che permetta agli attori di agire scenicamente su di essa.
In particolare i teatri sono forniti di praticabili a misure standard di 2 x 1 m ed altezze progressive di 20, 40, 60, 80 e 100 cm, variamente componibili.
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Prima - È la prima volta in cui uno spettacolo viene presentato ufficialmente al pubblico.

Proscenio - (apron, proscenium / avant-scène): la parte del palcoscenico posta davanti al boccascena. Striscia di palcoscenico più vicina al pubblico, che resta in vista anche quando si chiude il sipario. Un tempo gli attori dicevano i loro monologhi al proscenio, in modo da essere più vicini possibile al pubblico.

Prova - (rehearsal / repetition): L'insieme del lavoro che il regista, gli scenografi, i costumisti, gli attori, i tecnici compiono prima di arrivare alla definitiva messa a punto di uno spettacolo. Si comincia con le prove a tavolino in cui si legge il copione e il regista spiega la sua idea del testo, il modo in cui ipotizza la creazione dello spettacolo e si continua dopo qualche giorno di tavolino con le prove in piedi, cioè con gli attori in palcoscenico ma ancora senza i costumi dei loro personaggi. Solo nei teatri con mezzi maggiori gli attori possono cominciare le prove in piedi nelle scene già montate.

Prova costumi - (dress parade): momento delle prove di uno spettacolo in cui gli attori indossano i costumi di scena, in presenza del disegnatore luci e del regista, per dar loro modo di apporre delle variazioni sul piano luci e farne risaltare le caratteristiche.

Prova generale - (repetition génèrale): ultima prova prima di uno spettacolo, effettuata come se lo fosse, cioè con tutti gli elementi necessari: scene, costumi, musiche, luci e senza interruzioni.

Provino - Un attore si presenta con un pezzo a memoria, da recitare di fronte a un regista e al suo staff al momento delle audizioni che normalmente si fanno per cercare gli interpreti giusti per un determinato ruolo.

Pubblico - Croce e delizia del teatrante. È l'insieme di persone, gli spettatori, per cui ogni sera si va in scena.

Puntamenti - ("fare i p.") (focusing): dirigere ed eventualmente sagomare il fascio di ogni proiettore come descritto nella pianta luci.

 

 

Q

Quarta parete - È la parete immaginaria, inventata dal teatro naturalista, che separa gli attori dal pubblico, costretto quasi a "spiare" quanto avviene in scena. La quarta parete può essere simbolicamente rotta, infranta, quando la convenzione di separatezza venga abbandonata per il coinvolgimento fisico o emozionale del pubblico.

Quinta - (velour, leg, tormentor / pendrillon): elemento scenotecnico in tela libera, appeso in soffitta o fissata ad una struttura portante (quinta armata) assicurata al piano del palcoscenico, disposto simmetricamente in uno o più ordini e delimitante lateralmente il palcoscenico.
Può essere di colore unico (in genere nero) o dipinto scenograficamente.
Molti si chiedono da dove derivi tale nome. Dal dizionario Sabatini - Colletti: forse dall'antico significato di "casa di campagna" (port. quinta "podere, villa", dallo spagnolo "quinta": pagamento di un quinto del reddito fondiario) perché spesso rappresentavano interni di abitazioni .
Da qui l'espressione d'uso teatrale "stare in quinta" cioè non essere visibili allo spettatore ma pronti ad entrare in scena quando la storia lo richieda.

 

R

Recensione - Analisi critica di uno spettacolo appena andato in scena pubblicata su di un quotidiano o su di una rivista ma anche detta per radio o televisione. Una recensione può essere positiva o negativa. In quest'ultimo caso è detta stroncatura.

Recital - Termine inglese che definisce uno spettacolo per attore solo recitato e magari anche cantato e ballato.

Regista - (producer / metteur en scène): Chi tiene le fila dello spettacolo sia dal punto di vista artistico che organizzativo in modo che il risultato sia senza squilibri e di alto livello artistico. Funzione affermatasi soprattutto in Germania nella seconda metà dell'Ottocento, la regia ha avuto diritto di cittadinanza in Italia piuttosto tardi. Basti pensare che il termine regia, derivato dal tedesco, è stato introdotto nel vocabolario Migliorini della lingua italiana solo nel 1932. In Italia la regia ha mosso con difficoltà i suoi primi passi negli anni Trenta scontrandosi immediatamente con lo strapotere del grande attore detto anche "mostro sacro". Ma si è affermata con forza e creatività soprattutto dopo la seconda guerra mondiale con nomi come Luchino Visconti, Giorgio Strehler, Orazio Costa. Subito dopo il '68 anche la funzione del regista è stata messa in crisi da un'idea della regia collettiva, di gruppo. Poi c'è stata la moda degli attori che hanno cominciato a dirigere se stessi. Ma ancora oggi regia significa garanzia di una messinscena aperta alla cultura, innovatrice, poco incline all'autocelebrazione.

Repertorio - L'insieme della produzioni che caratterizzano un teatro costituendone la storia e che possono essere riprese in qualunque momento. Per un attore il termine significa i ruoli, le parti che è in grado di recitare, che appartengono alle sue caratteristiche di interprete.

Replica - Le rappresentazioni di uno spettacolo che vengono dopo la prima o, se si è in tournée, il debutto.

 

Retropalco - (backstage / lontain): tutta quella parte del palcoscenico nel fondo e ai lati che rimane fuori dalla vista degli spettatori.

Ribalta - (front of the stage,apron / rampe): nel teatro rinascimentale era quella parte leggermente sollevata del proscenio che, ribaltata mediante cerniere, determinava l'occultamento delle luci di proscenio.

La parte più esterna del palcoscenico che segna il confine fra il proscenio e la platea. Anni fa la ribalta era corredata di luci, chiamate "luci della ribalta" che illuminavano da sotto in su gli attori. Oggi questo tipo di luci è stato spazzato via dai moderni sistemi di illuminazione. 

Ritorni- Anzichè collegare le uscite dei dimmers ai proiettori attraverso scomode prolunghe di corrente, nei teatri dotati di ritorni, è possibile usare dei collegamenti fissi, installati all'interno delle pareti o posti in posizione tale da non disturbare, al fine di velocizzare il lavoro di collegamento elettrico del materiale illuminotecnico.
Dalla "cabina ritorni" partono quindi numerose prolunghe, ognuna contrassegnata diversamente dalle altre, che porteranno la corrente nei punti più frequentemente usati (sala, lati del palco, americane, ballatoi, graticcia, sottopalco).

 

Rocchetto- (poulie): rullo in legno, teflon o metallo, di diametro intorno ai 5 - 10 cm, largo quanto lo spazio tra le travi calpestabili della graticcia e assicurato ad esse, libero di ruotare su un perno metallico o montato su cuscinetto a sfere.Una larga scanalatura permette che le corde vi scorrano attorno senza uscirne.

S

Sarta - (dresser): È chi fa i costumi, basandosi su disegni della (o del) costumista. Spesso anzi l'affianca con la sua esperienza nella scelta dei materiali e delle stoffe da usare. Nei teatri più importanti c'è una sartoria con una o più sarte che, spesso, nel loro lavoro, devono fare i conti con i desideri, non sempre realizzabili, di scenografi e costumisti. La sarta, che sta anche a contatto con gli attori per le prove, spesso faticose, dei costumi, deve possedere, per sopravvivere, un carattere soave o determinato.

Scena - Nel teatro antico era la piattaforma fissa su cui recitavano gli attori. Oggi sta a significare l'ambiente in cui avviene l'azione.

a) divisione classica di un testo drammatico in genere determinata, dall'entrata o uscita di uno o più personaggi o da cambiamento di luogo o tempo.
b) il luogo scenico per l'azione degli attori.

 

Scenografo - Chi, in sintonia con il regista, studia l'ambientazione, le caratteristiche dello spazio in cui si inserisce l'azione teatrale, ossia lo scenario.

Gli compete, dopo intesa col regista, fornire i bozzetti, eventualmente i modellini, i disegni esecutivi in scala per la realizzazione dello scenario, seguendone le varie fasi di costruzione e montaggio

Scenotecnico - Chi costruisce le scene progettate dallo scenografo. Uno scenotecnico deve conoscere molto bene non solo i materiali di cui si serve ma anche le caratteristiche del palcoscenico in cui vanno realizzati i progetti dello scenografo.

Schiacciolare- Fissare al pavimento quinte, fondali o parti scenografiche in tessuto, inchiodando sull'estremità che poggia a terra una cantinella.
Mettendo poi in tensione le corde alle quali sono legate si potrà dare loro una maggior stabilità ed annullare le naturali ondulazioni che un tessuto appeso offre alla vista.

Servizi- (luci di s.) (worklight): impianto di illuminazione del palcoscenico usato in assenza di spettacolo, per permettere lo svolgimento dei lavori di manutenzione, montaggio e di pulizia.

Servo di scena - Chi ha il compito di portare dentro e fuori dal palcoscenico oggetti, attrezzi. Oggi il servo di scena è una figura in via di estinzione, sostituita dalla specializzazione dell'attrezzista o del vestiarista che ha il compito di sovrintendere alla vestizione dell'attore principale.

Sfiammare- Un collegamento elettrico attraverso il quale passa una notevole quantità di corrente, se eseguito male o se l'uso ne abbassa la qualità, tende a generare calore o scintille. Anche collegando o scollegando sotto tensione dei grossi utilizzatori si potrà notare il caratteristico schiocco di cui tener conto dal punto di vista della sicurezza personale (rischio di bruciature).

Sforo - Sforamento (dècouverte): in origine indica l'inopportuna vista del retro palco dalla sala, attraverso parti non ben connesse o disposte dello scenario.
Usato anche per indicare quella luce non voluta di un proiettore che illumina un particolare della scena.
In questo caso si rimedia "bandierando" opportunamente quel tale pezzo (vedi anche "bagnare").

Show - Termine di origine anglosassone che significa spettacolo e che si può adattare sia al teatro musicale che a quello di prosa. Show sta anche a significare l'esibizione o il comportamento sopra le righe di un attore, di un regista e di un teatrante in senso lato. Lo show ha le sue leggi ferree che possono essere economiche (show-business) o di comportamento. Molte volte, per esempio, leggiamo sui giornali, in occasione della morte di un grande dello spettacolo che, malgrado tutto, the show must go on, lo spettacolo deve andare avanti.

SIAE - La Società Italiana degli Autori ed Editori è un organismo per la protezione delle opere dell'ingegno ed è riconosciuta come ente pubblico economico. Unisce autori, editori ed altri titolari di diritti d'autore e ne difende i diritti sulle opere affidate alla sua tutela in Italia ed all'estero. La SIAE autorizza le utilizzazioni delle opere da essa tutelate, incassa le somme richieste per il rilascio delle autorizzazioni e ripartisce tali somme agli autori ed editori delle opere utilizzate. Esercita, in sostanza, una funzione d'intermediazione fra chi crea un'opera e chi la utilizza.

Siparietto - (rideau de manovre): secondo sipario di stoffa più leggera, usato tra quadro e quadro per cambiamenti di scena.
Vale anche per indicare una breve scena recitata sul proscenio davanti ad un siparietto.

Sipario - (curtain / rideau d'avant scène): Tendaggio di stoffa, spesso di velluto rosso, che nasconde la scena agli occhi dello spettatore. Il sipario che è aperto orizzontalmente, secondo tempi precisi da un siparista, può anche essere preziosamente dipinto. Oltre al sipario di stoffa esiste un altro tipo di sipario: quello di ferro, detto mangiafuoco, importantissimo per preservare le scene e gli attori dagli incendi. Brecht sostituì nel suo teatro il sipario di velluto rosso per lui connaturato al teatro borghese, illusionistico, con un sipario a mezza altezza di tela di colore neutro che togliesse qualsiasi falsa magia all'evento teatrale, facendo intravvedere al di là del filo, le scene già pronte, le luci già accese, ecc.

Può essere: all'italiana, alla francese, all'imperiale o tedesco, epico o alla greca, alla burattina, dipinto, ecc., a seconda dei diversi sistemi di apertura.

Siparista - Colui che è addetto alla manovra del sipario.

Sottopalco - (understage / dessous de scène): Ambiente sottostante il palcoscenico che può essere usato anche come deposito per gli attrezzi.

Spalla - Attore che offre un supporto insostituibile al protagonista sostenendone la recitazione, il ritmo. La spalla è fondamentale nel teatro comico.

Sparare- Un proiettore "spara" quando è troppo luminoso rispetto la media degli altri oppure quando è puntato direttamente negli occhi di un attore, disturbandolo.
Tipico il caso del presentatore illuminato con un seguipersona: si lamenterà dicendo che "spara" troppo.
Nel settore delle videoriprese un oggetto bianco illuminato troppo intensamente "sparerà" con troppo contrasto sul resto dell'inquadratura.

Straniamento - In Brecht l'effetto di straniamento è il processo che permette a un attore il distacco dal personaggio che interpreta, verso il quale si comporta come se lo guardasse dal di fuori, da cui l'affermazione "recitare in terza persona".

Suggeritore - (prompter / souffleur): Ruolo importantissimo quando gli spettacoli venivano provati pochissimo. Allora il suggeritore stava nella buca. Oggi invece il suggeritore è visibile solamente alle prove, mentre durante le repliche sta in quinta.

A volte è lo stesso aiuto regista che si incarica di questo non semplice compito; egli deve essere infatti in grado di intervenire tempestivamente e con tono non troppo forte, per non essere udito con chiarezza dall'attore ma non del pubblico.

 

T

Tagliafuoco - (fire curtain, asbestos curtain): robusta barriera metallica che, calata davanti al sipario in tela, divide in due zone il teatro per proteggere la sala o il palcoscenico da un'eventuale incendio.
La resistenza al fuoco deve essere come minimo di 120 minuti ed in genere la sua discesa, oltrechè essere manuale, può dipendere dall'entrata in allarme di sensori di fumo posti in diversi luoghi dell'edificio.

Taglio - Un fascio di luce che illumina lateralmente o diagonalmente un attore o che evidenzia una parte di scena o un oggetto.

Tinca - Parola che definisce un ruolo secondario di non molta soddisfazione per un attore ma fondamentale per lo svolgersi dell'azione.

Tiro - Sistema di sostegno mediante corde per l'attacco in soffitta di qualsiasi elemento scenografico o americana.
Per il sollevamento di una struttura si opera come segue: calate delle corde dalla graticcia, sulla verticale dell'oggetto da sollevare, le si legano ad esso.
Le altre estremità verranno fatte scorrere sui rocchetti, sistemati a varie distanze l'uno dall'altro, e calate sul palcoscenico o sul ballatoio laterale, da dove verranno tese fino al sollevamento dell'oggetto ad altezza voluta.
Tramite un particolare nodo, le corde verranno fissate ad un mantegna.

Tiro contrappesato - Sistema usato per movimentare agevolmente un'americana luci o un pesante fondale composto da un contrappeso che, opportunamente collegato alla struttura da muovere, controbilancia il peso della stessa.

Tirone - Barra metallica o in legno usata per sostenere una quinta armata, installato dalla parte non in vista al pubblico.

Tournée - Le località diverse in cui viene rappresentato uno spettacolo secondo una precisa organizzazione.

Trabocchetto- Quando le dimensioni del sottopalco lo consentono, il palcoscenico viene costruito nella parte centrale con moduli amovibili, in genere di dimensioni attorno al metro e mezzo di lato; dal piano sottostante è possibile quindi far salire o scendere oggetti scenici o attori per simulare apparizioni o sparizioni degli stessi.
Generalmente vengono usate macchine idrauliche simili a montacarichi anche se è possibile l'uso di scale o pianali mossi manualmente.

Trovarobe - Chi è addetto alla ricerca di oggetti che servono a uno spettacolo e che non sono costruiti appositamente.

Truccatore - Chi ha per compito quello di inventare un trucco adatto a un determinato personaggio in sintonia con la chiave del regista e con la caratteristiche della recitazione prescelta e anche del costume del personaggio in questione. Un trucco può essere elaboratissimo ma dare l'impressione di essere assolutamente naturale oppure essere aiutato da posticci di ogni genere. Importantissimi per la buona riuscita del lavoro di un truccatore sono i materiali che si usano per il trucco che devono essere di ottima qualità e soprattutto resistenti al sudore. 

 

V

Vuoto di scena - Quando un attore che dovrebbe entrare in scena non entra.

W

Y

Z

Zanni - Personaggio di servo della Commedia dell'Arte ora buono e un po' sciocco, ora scaltro e astuto. Gli zanni portano sempre la maschera sul volto. Fra i personaggi di zanni più noti Arlecchino, Brighella, Pulcinella.