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| INTERNO CON LIMONCELLO Sabato 5 Luglio 2008 Grumo Appula
Sabato 5 luglio, la Compagnia Amici dell’Arte – Ada Teatro con Interno con Limoncello di Vittorio Amandola, una commedia tenera e leggera, gradevole e divertente, che non scivola mai nel banale e che sfiora temi di grande attualità quali la fedeltà coniugale, l’amore, l’omosessualità, gli anziani.
Centro Parrocchiale “Monteverde (piazza
Devitofrancesco, Grumo Appula) |
b
Recensione di Monica Eymann
Serata mite, bella gente: la cornice giusta si è offerta per la
prima di “Interno con Limoncello”, tenutasi il 5 Luglio 2008 a Grumo
Appula, presso il Centro Parrocchiale Monteverde.
Dopo pochi minuti sull’orario previsto, nel perfezionamento degli ultimi
dettagli, il pubblico era al suo posto, silenzioso; un leggero brusìo
ingannava l’attesa: entra il presentatore.
Salvatore Loré, storica presenza dei Grumbestini
e degli Amici dell’Arte, ha introdotto il pubblico alla commedia, e già
si rideva: le tende che chiudevano la scena erano “da viaggio”,
ben diverse da quelle usate nei teatri tradizionali, e lo spessore del loro
tessuto faceva intravedere due giovani intenti a trattenere i drappi ben chiusi,
mentre un terzo gesticolava animosamente nella direzione di Loré, e pareva
dirgli: fai presto!
Salvatore saluta il pubblico e scende dal palco, le tende vengono tirate ma
ahimé con troppa foga. Alla fine della loro corsa si infilano sotto i
riflettori.
Entra il protagonista, Michele Cuonzo. Attraversa il palco,
la musica lo accompagna, fa il primo gesto di scena e s’arresta. Si abbassano
le luci, la musica zittisce: spunta, dalla sinistra, Michele Puntillo
(il regista dell’opera, nonché adattatore della sceneggiatura)
il quale, armato di una pertica, armeggia sotto le tende, per liberarle
dal pericoloso calore dei fari; poi attraversa il palco e rimedia sull’altro
drappo. Ecco, tutto è risolto, si ricomincia.
Applauso! Michele Cuonzo rientra e si riparte
La situazione si
pone subito sul comico, sia per il contenuto esilarante della commedia stessa,
sia per una serie di piccoli incidenti che hanno complicato il naturale svolgimento
del copione.
La commedia prevede, in determinati momenti, una sorta di “fermi immagine”
della scena, durante i quali l’attore di turno si rivolge al pubblico.
In questi brevi momenti di pausa la musica cambia e cade un gong. Ecco, quel
“gong” è caduto quasi sempre sul parlato. Ma anche gli stacchi
musicali hanno contribuito non poco a rallegrare la commedia! Interventi improvvisi
e fuori luogo si sono presentati come fulmini a ciel sereno: gli attori, però,
non hanno fatto una piega. Il ritmo non ha perso un colpo.
Ma nonostante la
poca fortuna tecnica, la serata è stata un successone: una perfetta
Tina di Natale ha fatto da esilarante spalla ai veri protagonisti della
storia, Piero Proscia e Michele Cuonzo, irresistibili
nel ruolo di gay l’uno e futuro tale l’altro, mentre una piccante
Sara Baccelliere ha completato il quadro in perfetta sincronia. Una
scena riempita magistralmente.